Passiflora Debby | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora Debby | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

P. caerulea x P. aff. oerstedii.
Ibrido di origine orticola.


TEMPERATURA MINIMA: 5 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 10 °C


ETIMOLOGIA:  Debby è il nome vessegiativo di una ragazza. 


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

Anni fa, sul periodico trimestrale tedesco ‘Passiflorunde’, vi era sempre un articolo dedicato ai nuovi ibridi di Leopold Ševcík, un ibridatore tra i più fecondi in assoluto.

Produsse numerosi ibridi sorprendenti, molti dei quali sono ottenuti utilizzando altri ibridi come genitori di nuove piante.

In questi casi si creano molte varianti ed i semi tolti dallo stesso frutto produrranno facilmente piante con caratteristiche diverse le une dalle altre. Si ottengono perciò forme o ‘cloni’ che hanno genitori comuni, ma caratteristiche comunque diverse.

La P. ‘Debby’ è una di queste, poiché dalla stessa partita di semi Leopold Ševcík ha pubblicato il ‘clone 2’ con questo nome, mentre ha assegnato al ‘clone 4’ il nome di P. ‘Viola’.

La P. ‘Debby’ è una pianta dalla fioritura ricca ed incessante. Produce fiori che hanno la corolla (sepali e petali) di colore e di forma molto simili a quella della P. caerulea.

Sopra di essa vi è una corona dalle tinte forti. Il centro è scuro, quasi nero, fino quasi a metà, poi schiarisce improvvisamente in un lilla molto caldo, in cui sono accennate leggere bande concentriche più chiare. La corona ha colorazioni molto simili a quelle che Ševcík denominava erroneamente P. porphyretica, trattandosi invece di una specie  P. aff. oerstedii.

Messi accanto l’uno all’altro i due fiori si potrebbero confondere se non fosse per la forma di quest’ultima, che ha petali e sepali fortemente retroflessi.

La P. ‘Debby’ era comune tra i collezionisti europei anche perché è facile diffonderla in quanto le sue talee, peraltro l’unico metodo di propagazione possibile, radicano con molta facilità.

La rusticità di questa bella passiflora è presumibilmente ridotta. Occorre ricoverarla d’inverno in locali che abbiano una temperatura minima superiore ai 5 °C.