Passiflora ligularis | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora ligularis | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: laurifolia
SERIE: tilifolia


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Dal Messico centrale al Venezuela, Perù centro-meridionale, Bolivia settentrionale.


TEMPERATURA MINIMA: 10 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 15 °C


SINONIMI:  P. serratistipula DC.


ETIMOLOGIA: Riferita alle  ghiandole del picciolo a forma di lingua (Lat. ligula, linguetta).


NOTE: Cromosomi: n=9, 2n=18


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

Tra i frutti migliori prodotti dalle passiflore vi sono sicuramente quelli della P. ligularis. Già da qualche anno è possibile trovarli anche in Italia. Oltre che di ottimo sapore, sono anche decorativi, essendo sfere perfette (diametro di circa 8-9 cm) di colore arancio acceso. Si trovano spesso inseriti nelle composizioni regalo vendute durante il periodo natalizio.  La polpa interna, profumata e dolce, racchiude moltissimi semi che sono di facile germinazione.

Ottenere nuove piante, perciò, è semplice, anche se difficilmente potranno fruttificare. La P. ligularis da noi è poco longeva e dopo qualche anno comincerà a mostrare segni di sofferenza a causa delle temperature non adeguate e, forse, anche per la composizione e per il pH del terriccio per vasi utilizzato. Le continue innaffiature con acqua calcarea a lungo andare lo rendono troppo alcalino per le esigenze di questo rampicante, così sensibile alla clorosi.

In natura vive fino a 3000 metri di quota sulle montagne che vanno dal Messico alla Bolivia.  Per questa ragione d’estate non sopporta i caldi torridi e deve essere coltivata in zone ombreggiate e fresche.

 La P. ligularis è un rampicante robusto e vigoroso, completamente glabro, dai fusti e dalle foglie cuoriformi di colore verde azzurro. Queste ultime (circa 15 cm di lunghezza e 12 cm di larghezza) hanno la base molto allargata e terminano con un apice acuminato. Il picciolo reca 3 o 4 paia di sottili ghiandole ligulate lunghe circa 8-10 mm.

I fiori, del diametro di 10 cm, sono vistosi. I sepali di colore bianco verdastro uniforme sono singolarmente retroflessi. I petali, anch’essi rivolti all’indietro, sono invece decorati da una fitta punteggiatura porpora che diventa più rada alla base. Lo stesso colore è presente nella grande corona, sporgente in avanti e formata da 6 o 7 serie. I filamenti presentano bande più chiare alternate ad altre più scure fino all’estremità che è bianca, assottigliata e leggermente arricciata.

Questa passiflora deve essere coltivata in terriccio argilloso a cui va aggiunta torba e sabbia per garantire un migliore drenaggio. Per ottenere piante robuste e grandi, nella speranza di vederle fiorite, bisogna utilizzare vasi profondi. D’inverno deve essere ricoverata in serra o in casa a temperature non inferiori ai 12-13 °C.

La propagazione, oltre che per seme, può essere ottenuta per talea.