Passiflora caerulea | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora caerulea | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: granadillastrum


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Dal Brasile meridionale all'Argentina.


TEMPERATURA MINIMA: - 15 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 5 °C


SINONIMI:

Granadilla caerulea Medic. Malvefam., P. selloi (?), Dehnhard.
Sono citate dal Killip anche alcune varietà: P. caerulea var. angustifolia G. Don, P. caerulea var. glaucophylla, P. caerulea var. regnelii Mast., P. caerulea var. glauca Mast., P. caerulea var. imbricata Mast.



ETIMOLOGIA:  Dal colore azzurro cielo della corona (Lat. caeruleus).


NOTE:  Cromosomi: n=9, 2n=18


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

Per la maggior parte delle persone parlare di ‘Passiflora’ significa parlare della P. caerulea. Essa, infatti, è la specie è più diffusa in Europa, anzi, spesso è l’unica passiflora conosciuta.

Deve la sua diffusione alla notevole rusticità che le permette di superare indenne inverni particolarmente freddi, resiste persino a -15 °C.

È generosa nella fioritura e la sua fruttificazione è molto decorativa. Una volta coltivata è quasi impossibile eliminarla, poiché si diffonde attraverso polloni radicali con grande vivacità e notevole vitalità. Può essere addirittura causa di litigi tra vicini e di pentimenti per coloro che l’hanno voluta e messa a dimora. La sua invadenza può diventare insopportabile.

Non serve potarla drasticamente o strapparla dal terreno. Neppure un inverno particolarmente rigido riuscirà ad avere la meglio. Potrà comprometterne severamente la chioma, ma non avrà ragione delle radici rimaste al riparo. Così prima o poi ritornerà a svilupparsi con vigore.

All’aperto sembra che lo spazio non le basti mai e fiorisce solo se ha raggiunto dimensioni notevoli. In vaso si infittisce di fiori anche se è alta solo poco più di un metro.

È originaria del Brasile e dell’Argentina ed è stata importata in Europa già da qualche secolo, dando luogo a molte varietà, tra cui la ‘Chinensis’, la ‘Grandiflora’, la ‘Constance Eliott’, la ‘Pierre Pomié’, ecc.

Questo rampicante sempreverde, dai fusti glabri e robusti, può superare i 15-20 m, se nel corso degli anni viene lasciato crescere liberamente in una posizione soleggiata e calda. Crea cortine impenetrabili se viene addossata a recinzioni.

Le foglie sono grandi, arrivano a superare i 15 cm di larghezza e di lunghezza e sono costituite da molti lobi, sempre di numero dispari: 3, 5, 7, 9. Sono sorrette da un picciolo lungo fino a 4 cm, fornito di coppie di ghiandole in numero variabile da 1 a 3 ed irrobustite da nervature decise e sporgenti.  Ha grandi brattee reniformi appuntite.

I fiori possono raggiungere il diametro di circa 10 cm nella specie tipica, maggiore in alcune varietà come la P. caerulea var. grandiflora. I sepali sono bianchi, segnati da una leggera sfumatura verde e terminano con un morbido aculeo, i petali sono simili, talvolta leggermente rosati con gli apici arrotondati.

La corona che, per il suo colore ha dato il nome alla specie, è costituita da alcune serie di filamenti robusti, dalla sfumatura porpora scuro alla base, bianca a metà ed azzurra all’apice. Queste tinte possono essere più o meno intense secondo la varietà. L’effetto che la corona offre è di due cerchi concentrici colorati separati da uno bianco.

I frutti sono ovoidali di circa 4 cm di lunghezza e 2-3 cm di diametro. A maturazione sono di un bel giallo arancio e sono un ulteriore pregio decorativo della specie. All’interno, immersi in una polpa che varia dal giallo al rosso, traslucida, vi sono moltissimi semi neri.

La propagazione per seme è facile, ma introduce variabilità e produce piante che fioriranno solo dopo qualche anno. Se viene moltiplicata per talea si ha la garanzia di una fioritura più precoce e di una costanza dei caratteri. Un altro metodo molto semplice a cui ricorrere è quello di utilizzare i polloni radicali.

La coltivazione e facile poiché la P. caerulea si adatta a tutti i terreni anche a quelli più poveri. Resiste bene alla siccità e non necessita di cure particolari, salvo che di potature, se necessarie, per darle dimensioni più contenute.

Dalla P. caerulea sono stati ottenuti numerosi ibridi che sono descritti in questo sito.