Passiflora stefano capitanio | Ibrido Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora stefano capitanio | Ibrido Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

P. 'Fata Confetto' x P. edmundoi (pink form).
Ibrido di origine orticola.


TEMPERATURA MINIMA: 2 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 10 °C


DESCRIZIONE:

L’origine della denominazione risale al 2012, quando fui invitato a Monopoli, Vivai Capitanio, per una relazione in occasione della manifestazione ‘IV GIORNATA NAZIONALE DEL VIVAISMO MEDITERRANEO. IL COLORE IN GIARDINO’. All’interno di questo evento vi era anche l’assegnazione di premi dedicati a Stefano Capitanio, titolare del vivaio e deceduto improvvisamente qualche anno prima.
Feci la mia relazione intitolata ‘Il Genere Passiflora: specie ed ibridi adatti al clima mediterraneo’. Alla fine delle giornate mi fu richiesto di dedicare un ibrido a Stefano Capitanio. Mantenni la promessa poco tempo dopo quando un mio incrocio aprì il suo primo fiore. 
La Passiflora ‘Stefano Capitanio’ è uno dei miei ibridi più belli. Le dimensioni del fiore, la sua forma arricchita da una grande e vistosa corona fatta di filamenti ondulati e ricci di colore viola profondo, il colore magenta con un tocco di cyan della corolla, sono un autentico spettacolo.
L’ibrido è complesso, infatti è stato ottenuto incrociando la P. ‘Fata Confetto’ M. Vecchia, con la P. edmundoi Sacco (forma rosa).
Contiene quindi ben quattro specie diverse: (P. incarnata L. x P. tucumanensis Hook., x P. cincinnata Masters) x P. edmundoi Sacco.
Il padre (P. edmundoi) ha introdotto la colorazione magenta nei petali e nei sepali ed ha ridotto, rispetto alla P. ‘Fata Confetto’, il numero di bande alterne bianche e violette nei filamenti. Queste ultime sono rimaste, a volte appena accennate, solo nel centro del fiore e sono in numero variabili addirittura su fiori dello stesso esemplare.
Ho approfondito questa variabilità e mi è stato detto da un mio amico, biologo molecolare e genetista di fama, che l’espressione dei pigmenti nei fiori è modulata, tra l’altro ed entro certi limiti, dalla temperatura: il freddo li aumenta ed il caldo li diminuisce. Questo spiega la presenza di fiori diversi sia su esemplari diversi che sullo stesso esemplare. Vi sono fioriture con il centro della corona completamente bianco e la corolla più chiara. Certamente queste hanno fiorito in zone climatiche e/o stagioni più calde, e forse sono stati utilizzati substrati con valori di pH differenti. Il centro del fiore, negli esemplari fioriti nella mia collezione, è più scuro nella tarda estate e quando le temperature notturne scendono sotto 20 °C. Il pH del mio substrato è subacido.
Viene venduto un altro ibrido uguale con una denominazione diversa, a volte con il centro del fiore più chiaro o completamente bianco. Io ritengo si tratti sempre della P. ‘Stefano Capitanio’ fiorita in stagioni/situazioni climatiche più calde. Tuttavia, accettiamo pure la diversa denominazione quando questa fioritura è caratterizzato dalla corona particolarmente bianca nel centro e con un maggior numero di bande alterne. Mi riferisco alla P. ‘Pandora’ (2013, l'anno successivo) che ho pubblicato su questo sito.
Ribadisco tuttavia che, a mio parere, si tratta dello stesso incrocio soggetto alla variabilità che ho spiegato. Questo è stato confermato anche da un’analisi molecolare su diversi esemplari, con fioriture e tempi diversi, e ne è risultato lo stesso identico codice genetico.
Ho realizzato più volte ibridi con P. ‘Fata Confetto’ x P. edmundoi e non ve ne sono stati altri simili alla P. ‘Stefano Capitanio’. Potete vedere qui la P. ‘Fata del Mare’, purtroppo estinta, e la più recente P. ‘Fata Violetta’. Come mi è stato spiegato, sarebbe impossibile che l’incrocio, ottenuto da quattro specie, possa dare esito a fiori così simili, proprio per la complessità dell’incrocio stesso in cui migliaia di  geni vengono mescolati sempre in modo diverso ed imprevedibile.
Alcune immagini definite P. 'Pandora' pubblicate sui social, su Gruppi dui Facebook e caratterizzati dal centro del fiore più scuro o violetto e dalla corona con un numero limitato di bande bianche, non sono P. 'Pandora', ma P. 'Stefano Capitanio'. Pur con le precisazioni di cui sopra, posso accettare con il nome di P. 'Pandora' solo i fiori che hanno il centro completamente bianco ed un più elevato numero di bande alterne e tale da superare quasi la metà della lunghezza dei filamenti. 
La madre della P. ‘Stefano Capitanio’, la P. ‘Fata Confetto’,  è una delle passiflore più rustiche esistenti. La sua vitalità alle basse temperature proviene da due dei genitori: P. incarnata e P. tucumanensis, entrambe pollonanti. La P. cincinnata di fatto non ha ridotto questa frigo-resistenza, tutt’altro. D’altra parte, la P. cincinnata stessa vive in areale molto vasto che va dall’Argentina alle zone più propriamente equatoriali. Sappiamo che vi sono specie tropicali che hanno acquisito e codificato nel loro codice genetico la frigo-resistenza durante le ere glaciali del nostro pianeta. Tale proprietà è rimasta anche nell’avvenuta lentissima variazione del clima fino a quello tropicale attuale.
La P. ‘Stefano Capitanio’ è generosa nella sua fioritura, davvero spettacolare.