Passiflora morifolia | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Passiflora morifolia, informazioni, classificazione, temperature. etimologia della Passiflora morifolia. Scopri la Collezione Italiana di Passiflora di Maurizio Vecchia.

Passiflora morifolia | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: decaloba
SUPERSEZIONE: bryonioides


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Bolivia, Messico e Guatemala. Dal Perù al Paraguay, Argentina.


TEMPERATURA MINIMA: 5 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 10 °C


SINONIMI:  P. erosa Rusby, P. heydei Killip, P. warmingii Mast., P. weberiana Mast.


ETIMOLOGIA: Dalle foglie simili a quelle del gelso (Morus sp.).


NOTE: Cromosomi: n=6, 2n=12


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

La P. morifolia è molto apprezzata dai collezionisti perché, pur non possedendo una bellezza eccezionale, ha altre caratteristiche che la rendono interessante: la rapidità e la vivacità di crescita, la fioritura abbondante e prolungata, la fruttificazione decorativa, nonché la facilità a disseminarsi e a naturalizzarsi.  Chi coltiva in giardino questa passiflora potrà essere certo che l’anno successivo troverà nuove piccole piante un po’ dovunque, anche se l’esemplare madre sarà morto di freddo.  La sua rusticità, infatti, non è tale da sopportare i crudi inverni della pianura padana o di altre zone climatiche analoghe. Sulla riviera ligure e nel centro-sud dell’Italia, tuttavia, sopravviverà senza problemi, specie se verrà posta a dimora in luoghi riparati e dal microclima mite. Sopporta brevi gelate e non dà segni di sofferenza a temperature medie vicine ai 5 °C. 

Ha foglie di forma trilobata, tormentose ed appiccicose al tatto. Il picciolo reca due ghiandole clavate poste in vicinanza della lamina fogliare. I suoi fiori sono bianchi, del diametro di circa 3 cm e sono contrastati dalla corona dei filamenti, che è violetto nella parte centrale. I sepali sono più lunghi e più vistosi dei petali. Il fiore è gradevole a guardarsi proprio per il contrasto del bianco della corolla con il violetto della corona, che è formata da una serie sola di filamenti molto fitti.

I frutti ovoidali, commestibili, ma di scarsa qualità, sono di colore violetto scuro a maturazione e all’interno si trova un arillo di una sorprendente tinta arancio intenso in cui sono immersi i semi neri. Questa pianta è, perciò, decorativa sia per la fioritura che per la fruttificazione, che è sempre abbondante.

Cresce in fretta e deve essere coltivata in un vaso di almeno 20 cm di diametro per darle modo di esprimere tutta la sua vitalità. Ha bisogno di spazio e di sostegni adeguati alle sue dimensioni per diventare fitta di foglie, di fiori e di frutti. Richiede terriccio ricco e fertile che sarà sostenuto da regolari concimazioni.

La P. morifolia è spesso confusa con altre specie, tra cui la P. bryonioides, che, pur avendo fiori simili, ha frutti verdi anche a maturazione.

La propagazione è facile per seme. Per avere piante di pronta fioritura occorre utilizzare il metodo della talea.