Passiflora tucumanensis | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Passiflora tucumanensis, informazioni, classificazione, temperature. etimologia della Passiflora tucumanensis. Scopri la Collezione Italiana di Passiflora di Maurizio Vecchia.

Passiflora tucumanensis | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: granadillastrum


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Bolivia meridionale e Argentina settentrionale sopra i 2.800 metri di altitudine.


TEMPERATURA MINIMA: -10 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 0 °C


SINONIMI: P. naviculata Griseb., P. tucumanenis var. naviculata Hicken.


ETIMOLOGIA:

Denominazione di origine geografica: prende il nome da Tucuman, una località dell'Argentina, in cui vive questa specie.


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

La P. tucumanensis, precedentemente chiamata P. naviculata, originaria delle montagne del Paraguay, dell’Argentina e della Bolivia, è poco conosciuta benché presenti almeno due interessanti particolarità.

Innanzitutto, i colori dei suoi fiori sono delicati: il bianco dei petali e dei sepali è vivacizzato dalla corona dei filamenti, anch’essa bianca ma contrastata da bande color malva.

L’altro elemento di pregio è dato dalla sua ottima resistenza al freddo. Questa passiflora merita di essere maggiormente diffusa nella nostra penisola, che possiede non poche zone climatiche adatte ad essa.

Resiste bene a temperature sottozero (- 10 °C) e tollera intense gelate. Se la parte aerea viene danneggiata dal freddo, può riprendere a vegetare dalle radici emettendo nuovi polloni all’arrivo della primavera, comportandosi come la P. incarnata e la P. lutea.  Di conseguenza è importante proteggerne la base con un buon strato di torba all’arrivo dei primi freddi autunnali e mantenerla il più possibile asciutta, difendendola anche da ristagni d’acqua.

È comunque un’ottima pianta da vaso (20-30 cm di diametro) ed anche in questa situazione sa essere assai decorativa.  È importante, però, utilizzare terriccio ricco ma ben drenato.

La P. tucumanensis ha fusti sottili e rigidi insieme. Le foglie sono trilobate, con qualche eccezione negli esemplari più cresciuti, che possono presentare foglie pentalobate. Due grandi stipole reniformi con l’apice appuntito vestono la base del picciolo fogliare che è privo di ghiandole.

I fiori penduli, del diametro di circa 5 cm, hanno la corolla aperta. I sepali terminano con un piccolo rostro e, come i petali, sono di colore bianco.

La corona dei filamenti, formata da 5 serie e posta quasi parallela alla corolla stessa, è la parte più vistosa del fiore, dove le bande bianche si alternano a quelle colorate.  Le prime, dai colori tenui, quasi a non voler disturbare troppo il candore dominante, sono più estese delle seconde.

I frutti, gialli e globosi hanno il diametro di circa 2-3 cm. Si riproduce per seme, per polloni radicali e per talea, quest’ultimo metodo, però, non è sempre rapido ed efficiente.