SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: coccinea
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
Guyane, Venezuela, Amazzonia del Perù, della Bolivia e del Brasile.
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 12 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 15 °C
SINONIMI: P. fulgens Wallis ex Morren, P. toxicaria Barb. Rodr., P. velutina DC. P. guyanensis Annonay
ETIMOLOGIA: Dal latino coccineus, rosso scarlatto.
NOTE: Cromosomi: 2n=18
DESCRIZIONE:
Ho ancora negli occhi le distese di Passiflora coccinea che incontrai nelle radure della foresta della Guiana francese. Si stendevano per decine di metri, un intreccio compatto di foglie verde intenso da cui emergevano ovunque fiori rosso fuoco. Erano lampi di colore accesi nella luce umida della foresta.
Hilaire Annonay, che ha avuto un ruolo centrale nella storia nomenclaturale di questa specie avendola precedentemente descritta con la denominazione di Passiflora guyanensis, è un professore francese originario della Martinica che ebbi il piacere di conoscere molti anni fa a Nizza. Il suo assolato terrazzo, affollato di vasi, era un piccolo paradiso tropicale popolato di passiflore rare, molte delle quali, all’epoca, non avevo mai visto prima. Mi raccontava delle sue spedizioni nella foresta, tra giaguari e serpenti, e di come sognasse di raggiungere in elicottero le zone più inaccessibili della Guyana. Forse lo ha fatto davvero.
Hilaire è autore anche di altre due specie importanti: Passiflora cerasina (1997) e Passiflora aimae (1998).
Riguardo alla denominazione, confesso di essere rimasto a lungo incerto su quale adottare. La specie della Guiana fu indicata per molti anni con il nome di Passiflora coccinea, ma nel tempo sotto questa denominazione vennero incluse piante morfologicamente diverse, provenienti anche dal Brasile. Questa sovrapposizione ha generato una confusione protrattasi per decenni, soprattutto in ambito collezionistico europeo.
Per chiarire la situazione, John Vanderplank ha proposto di riservare il nome Passiflora coccinea alla specie descritta da Aublet dalle Guyane e di utilizzare per la pianta brasiliana, a lungo coltivata in Europa con quel nome, la denominazione Passiflora miniata. Tuttavia, due anni prima, Hilaire Annonay aveva già pubblicato la descrizione della Passiflora guyanensis, che secondo Vanderplank corrisponde proprio alla Passiflora coccinea di Aublet.
La questione non è del tutto chiusa. Nel suo aggiornamento più recente,
Yero Kuethe, nella 2024 List of recognized species of Passiflora, considera
valide e distinte tre denominazioni:
Passiflora coccinea Aublet (1775),
Passiflora guyanensis Annonay (2004),
Passiflora miniata Vanderplank (2006).
Ho consultato anche il lavoro di Killip, The American Species of Passifloraceae del 1938, e in effetti Aublet colloca la Passiflora coccinea nelle Guyane, dove vive questa specie. Tuttavia, sotto la stessa denominazione, include anche la pianta oggi nota come Passiflora miniata, diffusa in Brasile, Perù e Bolivia. Questo conferma come la confusione sia nata in epoca successiva alla descrizione originale, rendendo necessario l’intervento di Vanderplank per ristabilire una distinzione più chiara.
La Passiflora coccinea cresce nelle aree umide della foresta tropicale della Guiana francese, spesso nelle radure dove può espandersi con grande vigore. Forma estesi tappeti verdi che si arrampicano sulla vegetazione circostante. Le foglie sono intere, di colore verde brillante e consistenza coriacea, lucide sulla pagina superiore e più chiare in quella inferiore.
I fiori, ampi e di un rosso scarlatto uniforme, sono tra i più spettacolari del genere Passiflora. Avvolti da tre grandi brattee rosse, si aprono solitari al nodo del fusto, con sepali e petali simili tra loro per forma e colore. I sepali sono aristati, con apice sottile e allungato. La corona è formata da un’unica serie di filamenti corti, di colore bianco rosato, che circondano l’androginoforo eretto. Il fiore è molto simile a quello della specie a lungo coltivata in Europa con il nome di Passiflora coccinea, ma presenta una maggiore vigoria vegetativa e una colorazione più intensa e uniforme, con petali carnosi di un rosso continuo.
Il frutto è ovale, di colore giallo aranciato a maturazione, con evidenti striature verticali di verde scuro. In habitat, fioritura e fruttificazione si susseguono per buona parte dell’anno, favorite dall’umidità costante del clima equatoriale.
Non sono a conoscenza di esperienze di coltivazione in Europa. È probabile che le sue esigenze climatiche ne consentano la crescita e la fioritura solo in serre calde e umide, condizioni difficilmente riproducibili in ambito amatoriale.