SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: passiflora
SERIE: passiflora
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
Brasile.
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 10 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C
ETIMOLOGIA: Dedicato al botanico e raccoglitore brasiliano Cyl Farney Catarino de Sá (1959 - vivente), ricercatore presso Istituto di ricerca Jardim Botânico do Rio de Janeiro, autore di numerosi studi dedicati alla flora brasiliana e scopritore di questa specie.
DESCRIZIONE:
I fiori bianchi nel genere Passiflora sono più frequenti di quanto si pensi. Quando compaiono, il bianco tende a imporsi come colore principale, lasciando poco spazio ad altre tonalità. Anche la Passiflora farneyi segue questa scelta cromatica, con corolla e corona interamente bianche. A interrompere questa uniformità arriva però un dettaglio inatteso, un anello violetto che attraversa i filamenti a metà della loro lunghezza e crea un cerchio nitido, quasi un segnale che il fiore lascia al centro della sua architettura.
Nel fiore aperto la corona mostra una disposizione molto regolare, con filamenti lunghi, sottili e perfettamente lineari, disposti in modo uniforme tutto intorno al centro. Il bianco resta omogeneo lungo la loro lunghezza, mentre l’anello violetto posto a metà introduce l’unico contrasto visibile. La corolla, formata da petali e sepali dello stesso bianco netto, conferma questa impostazione essenziale e dà al fiore un profilo compatto.
L’insieme mantiene proporzioni equilibrate. La corona non supera la corolla in estensione, ma ne segue il diametro e resta allineata al margine formato da petali e sepali. Le due strutture risultano così sullo stesso livello e costruiscono un disegno ordinato e pulito. Questa impostazione sobria, basata su pochi elementi precisi, rende riconoscibile la Passiflora farneyi anche tra altre passiflore bianche. Esiste infatti un’altra specie molto simile per struttura del fiore e per collocazione tassonomica, appartenente anch’essa alla Supersezione Passiflora, Serie Passiflora. Il fiore è praticamente identico, ma completamente bianco e privo dell’anello violetto. È la Passiflora malacophylla, da cui la Passiflora farneyi si distingue proprio per la presenza di questo anello. Entrambe sono profumate.
Un’altra somiglianza tra la Passiflora farneyi e la Passiflora malacophylla riguarda la forma delle foglie. Sono infatti molto simili: entrambe presentano una lamina lanceolata, un picciolo con una coppia di ghiandole inserite nella stessa posizione e un margine seghettato che conferma la parentela morfologica.
La Passiflora farneyi è una specie costiera endemica del Brasile sudorientale, conosciuta finora solo nello stato di Rio de Janeiro, dove cresce nei lembi di restinga della Região dos Lagos, su suoli sabbiosi poveri e molto drenanti ai margini della foresta atlantica. Vive in ambienti bassi, caldi e ben ventilati, oggi frammentati e minacciati dall’espansione urbana.
Durante un viaggio in Brasile, ci eravamo addentrati in una boscaglia in cui questa specie era segnalata, ma non siamo riusciti a trovarla. Abbiamo però avuto una piccola consolazione botanica, perché nello stesso luogo ci è capitato di osservare una specie ascritta al Sottogenere Astrophea molto interessante che non eravamo riusciti a identificare.
Questa specie, in coltivazione, è facile. Ha un buono spirito di adattamento in vaso, che deve essere ricoverato nel periodo invernale: si deve fare attenzione alle temperature minime che non possono essere molto basse. I fiori compaiono in successione dalla tarda primavera all’inizio di settembre nel nord dell’Italia. Non ha particolari esigenze circa il terriccio da utilizzare. L’unica accortezza è di innaffiare poco e solo quando è strettamente necessario.
La Passiflora farneyi unisce eleganza e sobrietà con una naturale predisposizione alla coltivazione. Proprio questa combinazione la rende una presenza preziosa per chi desidera conoscere meglio il gruppo delle passiflore bianche. Da anni fa parte della mia collezione.