ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
P. ‘Guglielmo Betto’ x P. cincinnata 'Dark Pollen'.
Ibrido di origine orticola.
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: - 16 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 0 °C
ETIMOLOGIA: Dedicata alla 'Danza della Fata Confetto', contenuto nel Balletto 'Lo schiaccianoci' di Pëtr Il'ič Čajkovskij
NOTE: Registrata Les King 2007.
DESCRIZIONE:
Questo complesso ibrido di passiflora ha guadagnato una popolarità notevole, essendo coltivato in tutta Europa e oltre. La sua fama è giustificata: presenta tutte le caratteristiche desiderabili per una passiflora da giardino. I fiori, grandi e vistosi, sfoggiano una corona di filamenti con apici arricciati, decorata da bande alternate bianche e violette.
Il primo fiore di questa pianta si aprì il 6 agosto 2006, in un contesto speciale: avevo appena assistito a un balletto tratto dallo Schiaccianoci di Pëtr Il'ič Čajkovskij, in particolare la Danza di Fata Confetto. L'eleganza di quella danzatrice, avvolta in un tutù violetto intenso, mi colpì profondamente, ispirandomi a dare al mio ibrido il nome di Passiflora ‘Fata Confetto’.
Per alcuni anni, tuttavia, l’identità dei genitori di questo ibrido rimase avvolta nel mistero. Il cartello con l'incrocio era andato perso, ma il frutto era maturato sulla P. ‘Guglielmo Betto’ (P. incarnata x P. tucumanensis). Non ricordavo quale fosse il padre e sospettavo che il polline provenisse dalla P. incarnata. Così, questo ibrido fu registrato ufficialmente da Les King il 24 agosto 2007, con il numero 105. Tuttavia, avevo dei dubbi, poiché la morfologia vistosa del fiore non sembrava corrispondere a quella della pianta padre.
La svolta avvenne grazie a Luca Braglia, un ricercatore specializzato in analisi molecolari. Dopo aver analizzato il materiale vegetale, scoprimmo che il polline proveniva in realtà da una cultivar di P. cincinnata, nota come P. cincinnata ‘Dark Pollen’, riconosciuta per il suo polline scuro. Era chiaro che la P. incarnata non avrebbe potuto dare origine a un fiore così elaborato e affascinante.
Nel mio giardino, la P. ‘Fata Confetto’ ha dimostrato una resistenza straordinaria, sopravvivendo a inverni rigidi con temperature fino a -16 °C. Il suo portamento erbaceo consente di proteggere le radici, che rimangono sottoterra, mentre la parte aerea scompare con l’arrivo del freddo. La pianta è altamente pollonante e, per questo motivo, può diventare invadente, raggiungendo dimensioni considerevoli. Ho osservato esemplari che si espandevano per oltre 15 metri, creando barriere naturali su recinzioni. La fioritura è generosa e continua: a partire dalla fine di aprile fino alla fine di ottobre, ogni nodo del fusto produce fiori, talvolta seguiti da frutti.
La P. ‘Fata Confetto’ è uno degli ibridi più straordinari e facili da coltivare. In piena terra, non richiede particolari cure, grazie alla sua vitalità che le consente di prosperare anche in terreni poveri. Col tempo, diventa particolarmente esplosiva, emettendo numerosi polloni radicali che possono essere utilizzati per la propagazione. Anche in vaso, la coltivazione è semplice, a patto di utilizzare contenitori sufficientemente grandi e dotati di adeguati sostegni, oltre a garantire un'irrigazione regolare. Trattamenti di fertirrigazione possono contribuire a rendere i fiori ancora più spettacolari. È importante sottolineare che non è necessaria alcuna potatura, anzi, è consigliabile evitarla.
La P. ‘Fata Confetto’ si rivela una madre generosa, poiché è recettiva a diversi pollini. Da essa ho ottenuto altri bellissimi ibridi, come P. ‘La Lucchese’, P. ‘Stefano Capitanio’, P. 'Fata Nivea, P. ‘Fata Morgana’ ed altri.
Ecco alcune delle caratteristiche distintive di questo straordinario ibrido:
Qui potete leggere un interessante descrizione di questo
ibrido:
http://www.fruitiers-rares.info/articles87a92/article90-Passiflora-Fata-Confetto-observations-culture.html
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