Passiflora asprantha | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora asprantha | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: granadillastrum


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Perù


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 8 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C


ETIMOLOGIA:

Il termine deriva dal greco bizantino ασπρός, aspros che significa “bianco”, e da ἄνθος, anthos, “fiore”: dai fiori bianchi.

 


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

Quando ho iniziato a preparare la monografia della Passiflora hastifolia, che coltivo da anni, mi sono accorto di un problema tutt’altro che trascurabile. I fiori del mio esemplare non coincidevano con quelli descritti da Killip nel 1924 e pubblicati nel 1938 nel volume “The American Species of Passifloraceae”. La corona della Passiflora hastifolia è violetta, mentre i miei fiori erano completamente bianchi. La discrepanza era evidente.

Per chiarire la situazione ho inviato alcune fotografie a Yero Kuethe, tassonomista serio e affidabile. La risposta è stata immediata: si tratta della Passiflora asprantha, una specie nuova segnalata in Perù che viene spesso commercializzata come Passiflora hastifolia, la quale è invece una specie boliviana. Il mistero era risolto. Ho aggiornato le etichette e avvisato il vivaista perché potesse fare altrettanto.

Poiché negli anni non sono mancate segnalazioni provenienti dal Perù, dove alcune raccolte erano state inizialmente attribuite alla Passiflora hastifolia. Questa revisione recente condotta da Yero Kuethe ha però chiarito che quel materiale appartiene a una specie distinta, descritta nel 2024 come Passiflora asprantha (Kuethe, 2024). Le due piante condividono alcuni tratti generali, ma differiscono per morfologia e distribuzione, motivo per cui la presenza della Passiflora hastifolia in territorio peruviano deve oggi essere considerata errata, lasciando questa specie confinata alla Bolivia occidentale.

Secondo la descrizione originale di Kuethe (2025) la Passiflora asprantha è ristretta alle montagne di transizione del dipartimento di San Martín, nel nord del Perù. Il campione tipo proviene dalla strada Juanjuí Tarapoto, 20–30 km a nord est di Juanjuí, a circa 400 metri di quota, lungo il margine stradale in vegetazione secondaria. Le raccolte note la collocano lungo l’asse Tarapoto Juanjuí e nell’area di Tarapoto e del río Cumbasa, fra 350 e 800 metri di altitudine, sui bordi della foresta e nelle radure di foresta primaria o secondaria, spesso lungo strade e rive di fiumi, dove si presenta come liana piuttosto modesta che si appoggia a cespugli e piccoli arbusti.

Una caratteristica immediata del fiore di questa specie è la particolare colorazione della corona. I filamenti mostrano una base bianca che sfuma progressivamente in un giallo tenue man mano che si avvicinano agli apici. L’intensità di questa tonalità non è sempre costante, perché varia in base alla stagione e alle temperature dell’ambiente in cui la pianta cresce.

La corolla è composta da sepali chiari e leggermente allungati, affiancati da petali più brevi che completano una struttura semplice e ordinata. I fiori sono intensamente profumati, con una nota dolce che si percepisce con facilità nelle ore più calde. La corona presenta filamenti numerosi e regolari che formano un disegno radiale, mettendo in evidenza la sfumatura dal bianco al giallo verso gli apici. Da vicino emerge anche una trama sottile e precisa, mentre la parte centrale del fiore rimane pulita e compatta. È un fiore di dimensioni contenute in cui la corona è l’elemento dominante grazie alla singolarità della colorazione e ai filamenti numerosi e fitti disposti a raggiera.

In coltivazione la Passiflora asprantha si comporta con una regolarità sorprendente, soprattutto se paragonata ad altre specie peruviane più esigenti. Cresce con buona continuità anche in condizioni non perfette e forma una liana ordinata, capace di adattarsi sia ai sostegni leggeri sia a strutture più solide. Non richiede calore elevato, ma apprezza estati miti e inverni protetti. Un’esposizione luminosa, senza i raggi più forti nelle ore centrali, è più che sufficiente per mantenerla attiva per tutta la stagione vegetativa. Anche il substrato non pone grandi problemi, purché resti leggero, ben drenato e ricco di sostanza organica.

La fioritura è generosa e distribuita per buona parte dei mesi più caldi. I fiori compaiono spesso in successione, mantenendo la pianta decorativa per periodi prolungati. Il profumo, dolce e immediato, richiama quello della gardenia o del gelsomino e si percepisce con chiarezza al mattino.  

Pur essendo una specie descritta di recente con la nuova denominazione e presente da tempo nelle collezioni, la Passiflora asprantha è una pianta affidabile e piacevole da coltivare. L’aspetto sobrio, il fiore ordinato, la profumazione gradevole e la coltivazione relativamente semplice la rendono una scelta interessante per chi desidera approfondire le passiflore meno diffuse.