SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: kermesinae
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
Brasile orientale, da Bahia a Rio Grande do Sul.
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 10 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 15 °C
SINONIMI: P. dentata Vell., P. raddiana DC.
ETIMOLOGIA: Dal colore dei fiori di tonalità di rosso-cremisi.
NOTE: Cromosomi: 2n=18
DESCRIZIONE:
La Passiflora
kermesina, sorella della Passiflora edmundoi e della Passiflora
loefgrenii, cui assomiglia per diversi aspetti, è una specie che conquista
i collezionisti per la bellezza dei fiori e per la sua indole vivace e
generosa.
È originaria del
Brasile orientale, dove cresce spontanea dallo Stato di Bahia fino al Rio
Grande do Sul, e rappresenta il capostipite della Sezione Kermesinae
della Supersezione Stipulata, che comprende almeno una decina di specie
affini.
In natura la si trova
lungo i margini delle foreste costiere e nelle radure soleggiate del Mata
Atlântica, dove il clima caldo-umido e i terreni sabbiosi favoriscono la
crescita di liane vigorose e sempreverdi. Nei mesi più piovosi produce una
fitta vegetazione verde lucente, mentre durante la stagione secca concentra le
energie nella fioritura, che può proseguire per molte settimane consecutive.
Negli anni Ottanta del
secolo scorso la si credeva ormai estinta, poiché gran parte del suo areale era
stato distrutto dall’urbanizzazione e dalla deforestazione. Fortunatamente due
appassionati, Reto Gamma (Svizzera) e Axel Frank (Germania), decisero di
intraprendere una vera e propria ricerca sul campo. Reto Gamma, con cui anche
io avevo fatto un viaggio in Brasile, mi aveva raccontato che, dopo aver
consultato vari erbari brasiliani e documenti d’epoca, riuscirono a individuare
alcune zone rimaste intatte. Da lì prelevarono delle talee e le portarono in
Europa, permettendo così alla specie di sopravvivere e diffondersi nuovamente
tra i collezionisti.
Il nome kermesina deriva dal latino kermesinus, cioè “rosso scarlatto”, e richiama il
colore del pigmento che un tempo si ricavava dalla cocciniglia. È un
riferimento diretto alla tonalità intensa dei fiori, che possono raggiungere
gli undici centimetri di diametro e sono animati da una piccola corona vaporosa
a bande azzurre e blu. A differenza della Passiflora edmundoi, la
corolla è più aperta e meno retroflessa, e ciò conferisce al fiore un aspetto
più luminoso e arioso. L’androginoforo è sottile e slanciato, ben visibile al
centro del fiore.
La fioritura è
generosa e continua: anche piccole talee possono produrre boccioli in
successione per settimane, regalando una lunga stagione di colore. Durante la
piena fioritura il contrasto tra il rosso intenso dei petali e il verde
brillante del fogliame è sorprendente. Le foglie, trilobate e sottili, hanno
lobi stretti e profondi, con il seno elegantemente inciso e i margini finemente
dentati. Sul picciolo si nota la consueta coppia di ghiandole nettarifere.
Tra gli impollinatori
è nota la farfalla Heliconius ethila narcaea, che visita regolarmente i
fiori alla ricerca del nettare. Anche altre specie di farfalle tropicali
frequentano la Passiflora kermesina, attratte dal colore intenso e dalla
forma aperta della corolla, che facilita l’accesso al nettare.
La coltivazione in
vaso è la scelta più prudente alle nostre latitudini, poiché la specie non
sopporta temperature inferiori ai 10 °C. Nelle zone più miti, tuttavia,
potrebbe essere interessante tentare la coltivazione all’aperto, dove si
trasforma in un esemplare spettacolare, con rami lunghi e pendenti coperti di
fiori. In vaso preferisce contenitori ampi e terriccio ben drenato, arricchito
con pomice e sabbia grossolana. Una concimazione regolare con Osmocote
favorisce la crescita e prolunga la fioritura.
Rispetto alla Passiflora
edmundoi, la kermesina presenta fiori più ampi e vivaci, una
vegetazione più snella e una costanza di fioritura che la rende tra le più
amate dai collezionisti e dagli appassionati del genere Passiflora.