Passiflora kermesina | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora kermesina | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: kermesinae


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Brasile orientale, da Bahia a Rio Grande do Sul.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 10 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 15 °C


SINONIMI:  P. dentata Vell., P. raddiana DC.


ETIMOLOGIA: Dal colore dei fiori di tonalità di rosso-cremisi. 


NOTE:  Cromosomi: 2n=18


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

La Passiflora kermesina, sorella della Passiflora edmundoi e della Passiflora loefgrenii, cui assomiglia per diversi aspetti, è una specie che conquista i collezionisti per la bellezza dei fiori e per la sua indole vivace e generosa.
È originaria del Brasile orientale, dove cresce spontanea dallo Stato di Bahia fino al Rio Grande do Sul, e rappresenta il capostipite della Sezione Kermesinae della Supersezione Stipulata, che comprende almeno una decina di specie affini. 
In natura la si trova lungo i margini delle foreste costiere e nelle radure soleggiate del Mata Atlântica, dove il clima caldo-umido e i terreni sabbiosi favoriscono la crescita di liane vigorose e sempreverdi. Nei mesi più piovosi produce una fitta vegetazione verde lucente, mentre durante la stagione secca concentra le energie nella fioritura, che può proseguire per molte settimane consecutive. 
Negli anni Ottanta del secolo scorso la si credeva ormai estinta, poiché gran parte del suo areale era stato distrutto dall’urbanizzazione e dalla deforestazione. Fortunatamente due appassionati, Reto Gamma (Svizzera) e Axel Frank (Germania), decisero di intraprendere una vera e propria ricerca sul campo. Reto Gamma, con cui anche io avevo fatto un viaggio in Brasile, mi aveva raccontato che, dopo aver consultato vari erbari brasiliani e documenti d’epoca, riuscirono a individuare alcune zone rimaste intatte. Da lì prelevarono delle talee e le portarono in Europa, permettendo così alla specie di sopravvivere e diffondersi nuovamente tra i collezionisti. 
Il nome kermesina deriva dal latino kermesinus, cioè “rosso scarlatto”, e richiama il colore del pigmento che un tempo si ricavava dalla cocciniglia. È un riferimento diretto alla tonalità intensa dei fiori, che possono raggiungere gli undici centimetri di diametro e sono animati da una piccola corona vaporosa a bande azzurre e blu. A differenza della Passiflora edmundoi, la corolla è più aperta e meno retroflessa, e ciò conferisce al fiore un aspetto più luminoso e arioso. L’androginoforo è sottile e slanciato, ben visibile al centro del fiore.   
La fioritura è generosa e continua: anche piccole talee possono produrre boccioli in successione per settimane, regalando una lunga stagione di colore. Durante la piena fioritura il contrasto tra il rosso intenso dei petali e il verde brillante del fogliame è sorprendente. Le foglie, trilobate e sottili, hanno lobi stretti e profondi, con il seno elegantemente inciso e i margini finemente dentati. Sul picciolo si nota la consueta coppia di ghiandole nettarifere. 
Tra gli impollinatori è nota la farfalla Heliconius ethila narcaea, che visita regolarmente i fiori alla ricerca del nettare. Anche altre specie di farfalle tropicali frequentano la Passiflora kermesina, attratte dal colore intenso e dalla forma aperta della corolla, che facilita l’accesso al nettare.  
La coltivazione in vaso è la scelta più prudente alle nostre latitudini, poiché la specie non sopporta temperature inferiori ai 10 °C. Nelle zone più miti, tuttavia, potrebbe essere interessante tentare la coltivazione all’aperto, dove si trasforma in un esemplare spettacolare, con rami lunghi e pendenti coperti di fiori. In vaso preferisce contenitori ampi e terriccio ben drenato, arricchito con pomice e sabbia grossolana. Una concimazione regolare con Osmocote favorisce la crescita e prolunga la fioritura.  
Rispetto alla Passiflora edmundoi, la kermesina presenta fiori più ampi e vivaci, una vegetazione più snella e una costanza di fioritura che la rende tra le più amate dai collezionisti e dagli appassionati del genere Passiflora.