SOTTOGENERE: decaloba
SUPERSEZIONE: decaloba
SEZIONE: decaloba
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
Panama e nord est del Sud America.
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 5 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 8 °C
SINONIMI: P. discolor Link & Otto, P. laticaulis Killip, P. longilobis Hoehne, P. maximiliana Bory, P. microcarpa Mast, P. retusa Hook, P. translinearis Rusby,
ETIMOLOGIA: Dal latino miser, povera, forse per le caratteristiche morfologiche.
NOTE: Cromosomi: 2n=12, 2n=36 (Melo et al., 2001)
DESCRIZIONE:
La denominazione di questa specie mi ha sempre lasciato qualche interrogativo. Perché infierire contro una pianta sottolineando la sua semplicità, il suo aspetto anonimo dovuto a fiori piccoli, colori discreti e portamento esile, soprattutto se confrontata con altri membri del genere? L’esistenza di numerosi sinonimi riflette anche la difficoltà a distinguerla da specie affini o simili.
Questa specie è ampiamente diffusa in Sud America, poiché è presente anche in America centrale e vegeta in tutta l’America settentrionale, ad eccezione dell’Argentina meridionale e del Cile, adattandosi a biomi molto diversi. Questa distribuzione così vasta racconta bene il carattere della Passiflora misera. È una specie adattabile, capace di colonizzare ambienti che vanno dai margini di foresta alle radure luminose, dalle aree più umide alle zone che affrontano periodi di aridità.
La pianta possiede una leggerezza che la rende immediatamente riconoscibile a chi conosce il gruppo delle Decaloba. Il fogliame è bilobato, con lobi sottili e divergenti, e dà alla vegetazione un aspetto arioso e particolare. I fiori, piccoli e bianchi, compaiono solitari lungo i rami e si susseguono con continuità nelle stagioni favorevoli, per buona parte dell’anno. La corona principale è bianca e i radi filamenti sono ricurvi verso la corolla retroflessa.
Chi la osserva con un minimo di attenzione ne apprezza la finezza, la discrezione e quell’insieme di dettagli che la collocano con sicurezza nella grande famiglia delle passiflore più insolite.
Coltivo questa specie da anni e non mi ha mai dato problemi. A differenza di altre passiflore che si perdono e poi si reintroducono, la Passiflora misera rimane una presenza costante e discreta. Si adatta bene a situazioni diverse, sopporta qualche stress e cresce senza difficoltà anche in terricci di scarsa qualità. Va coltivata in vaso da ricoverare in inverno, benché mostri una resistenza al freddo superiore a quella di altre specie simili.