Passiflora mooreana | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora mooreana | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: granadillastrum


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Bolivia meridionale, Paraguay e Argentina settentrionale a basse elevazioni.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 5 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 8 °C


ETIMOLOGIA: Specie dedicata al botanico e giardinierfe inglese Thomas Moore (1821 - 1887). 


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

Quando il fiore della Passiflora mooreana sboccia si avverte una sensazione un po’ strana. Si pensa subito “questi fiori li ho già visti”, ma il dubbio rimane. Basta rifletterci un attimo e il piccolo mistero si chiarisce. I fiori ricordano davvero quelli della comune Passiflora caerulea, anche se con qualche dettaglio che non coincide del tutto. La corolla bianca è la stessa, la corona con le bande blu, pure. I colori dei filamenti hanno un’impostazione simile, anche se distribuiti in modo diverso. Perfino le dimensioni e il portamento generale del fiore richiamano la caerulea.

La distinzione però emerge appena si osserva la corona con un minimo di attenzione. Nella caerulea le bande colorate sono due, una porpora scuro al centro e una blu agli apici, separate da una fascia bianca. Nel fiore della Passiflora mooreana il disegno è diverso. Le bande diventano tre, tutte blu, con un’unica fascia bianca che interrompe la serie a metà della corona. Inoltre, i filamenti, invece di colorarsi di blu verso l’estremità, terminano con un tratto bianco ben evidente per buona parte della loro lunghezza.

Un’altra differenza che toglie ogni dubbio è poi la morfologia delle foglie che sono pentalobate nella Passiflora caerulea e trilobate in questa specie. La rusticità e più elevata nella caerulea, anche se la mooreana non richiede le temperature calde della maggior parte delle specie sudamericane.

La Passiflora mooreana è ascritta al sottogenere Passiflora, supersezione Stipulata, sezione Granadillastrum come la Passiflora caerulea.  È originaria del Sud America subtropicale e temperato caldo. Le segnalazioni confermano presenza stabile in Paraguay, Bolivia e ampie porzioni dell’Argentina nord-orientale e nord-occidentale, dove è stata rilevata in diverse province argentine, tra cui Buenos Aires, Chaco, Córdoba, Formosa, Salta, Santa Fe, e Tucumán. In queste ultime aree vivono specie resistenti al freddo, come la Passiflora tucumanensis.

In natura predilige climi temperati subumidi con estate piovosa e inverni miti, tollerando discreti periodi di aridità stagionale.

La pianta fiorisce per molti mesi nelle zone dove cresce spontaneamente, con il periodo migliore dalla primavera all’inizio dell’autunno dell’emisfero sud. I fiori attirano soprattutto le api, ma anche alcune falene che arrivano verso sera. Inoltre, accettano facilmente il polline portato da altri insetti, caratteristica che favorisce la formazione dei frutti.

In Italia conviene trattarla come specie da esterno estivo e da proteggere in inverno anche con una semplice serra fredda. Nei giardini mediterranei e lacustri rappresenta una valida alternativa alla Passiflora caerulea, della quale non possiede l’invadenza né l’eccessiva tendenza a produrre polloni. In vaso apprezza un terriccio ben drenato ma ricco di humus.