SOTTOGENERE: decaloba
SUPERSEZIONE: decaloba
SEZIONE: decaloba
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
Dal Guatemala alla Costa Rica.
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 8 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 10 °C
SINONIMI: P. dicthophylla Mast.
ETIMOLOGIA: Dal greco ὄρνις (ornis, uccello) e ουρά (urà, coda) per le foglie bilobate a coda di rondine.
DESCRIZIONE:
Nel
sottogenere Decaloba sono numerose le specie che presentano foglie
bilobate, con variazioni che vanno da lobi appena accennati ad altri più
profondi e marcati. In questa specie la lamina assume una forma inconfondibile,
con lobi stretti e allungati che ricordano la coda di una rondine. È proprio da
questa caratteristica che deriva il nome ornithoura.
Le foglie mostrano variegature più chiare lungo le due nervature principali,
particolarmente evidenti negli esemplari maturi, e sono arricchite dalle
tipiche ghiandole fogliari puntiformi disposte in prossimità delle nervature.
La Passiflora ornithoura è una specie tipica dell’America Centrale, diffusa dal Guatemala alla Costa Rica, dove cresce anche in aree montane fino a circa 1700 metri di altitudine. Il suo ambiente naturale presenta condizioni intermedie, con suoli rocciosi e ben drenati, spesso in zone aperte o semiaperte ai margini delle foreste, dove luce e umidità si alternano in equilibrio.
In coltivazione, per la mia esperienza, si dimostra vivace e di facile crescita, ma piuttosto riluttante alla fioritura, forse perché necessita di condizioni molto stabili e precise. La bellezza delle foglie, tuttavia, compensa ampiamente questa difficoltà.
I fiori non spiccano per eleganza o dimensioni: i petali sono appena accennati, quasi assenti, mentre i sepali, di un verde pallido, formano una corolla discreta. La corona, composta da filamenti corti ed eretti, introduce l’unica nota di colore con il suo tono a volte aranciato, caldo e profondo, che ricorda l’oro antico.
In vaso richiede un terriccio ben drenato e annaffiature moderate, in modo da riprodurre le condizioni naturali del suo ambiente d’origine. La resistenza al freddo è limitata: non sopporta temperature inferiori a 8 °C e va quindi ricoverata durante l’inverno nella maggior parte delle regioni italiane.