Passiflora pentagona | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora pentagona | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: astrophea
SUPERSEZIONE: pseudoastrophea
SEZIONE: pseudoastrophea


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Brasile, Stato di Rio de Janeiro.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 10 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C


ETIMOLOGIA:

Dal fusto a sezione pentagonale, a cinque facce. Dal greco πέντε, pénte, cinque e da γωνία gonía, angolo: con cinque angoli o spigoli.




NOTE:

  Cromosomi: 2n=24


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

Non si trovano molte informazioni su questa specie, piuttosto rara in coltivazione in Europa. È ascritta al Sottogenere Astrophea, gruppo che riunisce passiflore dal portamento arboreo o cespuglioso, con viticci scarsi o talvolta assenti. Questa specie è affine alla Passiflora mansoi e alla Passiflora rhamnifolia.

La Passiflora pentagona è una liana cespugliosa che cresce nei boschi umidi del Brasile, in particolare negli stati di Rio de Janeiro ed Espírito Santo. La denominazione botanica fu pubblicata da Masters nella Flora Brasiliensis del 1872 e richiamata da Killip nella sua monografia The American Species of Passifloraceae (1938).

Il nome pentagona deriva dal greco e si riferisce alla particolare sezione pentagonale del calice. È presente nella mia collezione e si è dimostrata adattabile e di facile fioritura.

In natura cresce nelle foreste umide tropicali, dove trova luce filtrata e buona umidità, spesso ai margini dei boschi o lungo i corsi d’acqua. Le segnalazioni in habitat sono poche e le informazioni sul suo ambiente restano ancora scarse.

Dal punto di vista citologico, la Passiflora pentagona possiede 24 cromosomi (2n=24), numero comune a molte altre specie del sottogenere Astrophea.

Presenta foglie lucide e robuste, un portamento vigoroso e fiori bianchi con una corona gialla al centro, seguiti da frutti di colore giallo-arancio. La fioritura è piuttosto regolare e, nelle buone condizioni di luce e calore, si rinnova più volte durante l’anno.

In coltivazione si comporta bene se mantenuta al caldo: preferisce temperature non inferiori ai 10 °C e cresce in modo ottimale tra 18 e 28 °C. Io la coltivo in un vaso di terracotta di circa venti centimetri di diametro, con un terriccio ben drenato e alleggerito con pomice. Pur essendo una specie prevalentemente cespugliosa e ricadente, comunque dotata di viticci, conviene sostenerla con piccoli tralicci, che la mantengono ordinata e ne facilitano la gestione.

Ottenere nuovi esemplari per seme o per talea è piuttosto semplice e non presenta particolari difficoltà.