DESCRIZIONE:
Questa specie oggi è praticamente assente nelle collezioni europee e non risulta disponibile presso i vivaisti. Ho avuto modo di coltivarla per qualche anno, grazie a una talea ottenuta dalla National Collection of Passiflora inglese.
Il suo fiore però non l’ho mai visto nella mia serra. L’unica occasione è stata durante un Meeting della Passiflora Society International in Inghilterra del 2014, quando abbiamo visitato le serre della Collezione Nazionale di John Vanderplank. C’erano molte piante in ottimo stato e la Passiflora poslae stava fiorendo proprio in quel periodo.
Ricordo che, oltre alle passiflore, alcune altre piante attiravano l’attenzione dei partecipanti. Una Aristolochia gigantea produceva grandi fiori penduli di colore scuro, come stracci insanguinati. Un Monstera deliciosa era carico di frutti maturi e ne assaggiammo qualcuno: il sapore risultò particolare, a metà tra cocco, banana e ananas.
La descrizione ufficiale della Passiflora poslae era comparsa nel 2008 sul Curtis Botanical Magazine volume 25, Issue 3 dell’agosto 2008.
La Passiflora poslae è indicata come specie nativa del Perù, secondo il database del Royal Botanic Gardens, Kew. Vive soprattutto nei biomi tropicali umidi. Una raccolta documentata nella regione attraversata dal fiume Madre de Dios, nell’area di Tambopata, risalente al 1990, conferma la sua presenza nelle foreste pluviali del sud est del Paese.
Il fiore richiama nei colori e nelle forme quello della Passiflora edulis. La corolla è bianca e la corona, anch’essa bianca, presenta a metà un anello rosa netto e visibile, sebbene più sottile e meno appariscente rispetto a quello della edulis. La Passiflora poslae è una specie a foglia intera, con lamina ovata e apice allungato.
Tra i suoi dettagli più curiosi vi è una strategia difensiva davvero ingegnosa. L’estremità delle foglie porta due piccole ghiandole gialle che imitano le uova delle farfalle del genere Heliconius, in particolare della Heliconius erato. Proprio questa farfalla depone uova gialle sulla punta delle foglie, esattamente nel punto in cui la Passiflora poslae preferisce che non vengano deposte. La pianta mostra così alla farfalla un “falso già occupato”, scoraggiandola a scegliere quella foglia per la sua prole.
La coltivazione richiede condizioni simili a quelle di molte passiflore tropicali: ambiente luminoso, terreno ben drenato e umidità costante. È consigliabile coltivarla in vaso, in modo da poterla proteggere nei mesi freddi, poiché non tollera le gelate. In piena terra può trovare spazio solo in aree molto miti.
Il substrato ideale è soffice, ricco di sostanza organica e mescolato con materiale drenante come sabbia grossa o pietrisco, così da evitare ristagni idrici dannosi per la pianta. L’esposizione può andare dal pieno sole alla mezz’ombra. Nelle zone più calde è meglio schermarla durante le ore centrali della giornata.
Durante la stagione vegetativa il terreno va mantenuto leggermente umido con irrigazioni regolari ma mai eccessive. D’inverno, se coltivata in vaso, è bene ridurre le annaffiature e sistemare la pianta al riparo, con temperature superiori ai 12 o 15 gradi.
La concimazione può essere effettuata con fertilizzanti bilanciati a intervalli regolari durante il periodo di crescita, per sostenere sia lo sviluppo vegetativo sia la produzione di fiori. Una potatura leggera dopo la fioritura aiuta a contenere le dimensioni delle piante più vigorose e a stimolare la formazione di nuovi germogli.
La moltiplicazione è preferibile per talea semilegnosa, in ambiente caldo e umido, più rapida e affidabile rispetto alla semina che richiede in genere tempi più lunghi.