SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: distephana
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
Perù
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 10 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C
ETIMOLOGIA: deriva dal latino puniceus, che significa “rosso
porpora”, termine che a sua volta risale al greco e indica il “colore rosso
porpora”, da φοῖνιξ (phóinix),
“porpora”.
DESCRIZIONE:
La Passiflora punicea Ruiz & Pav. ex DC. venne descritta per la prima volta nel 1828. Qualche anno fa arrivò in Europa e iniziò a circolare nelle collezioni, anche se il suo vero nome restava un mistero. Sapevamo soltanto che era considerata parte del gruppo delle Distephana e che proveniva dal Perù.
Tutto rimase così finché qualcuno non decise di affrontare la questione con serietà e di darle finalmente un volto preciso, identificandola proprio come Passiflora punicea. Da quel momento fummo tutti ben lieti di aggiornare i cartellini, eliminando la voce generica “Passiflora Distephana Perù” e sostituendola con la denominazione corretta. Un bel sollievo, perché un nome incerto finisce sempre per rovinare il piacere della coltivazione.
A risolvere il dilemma ci aveva pensato John Vanderplank, titolare della National Collection of Passiflora inglese, con un articolo pubblicato nel marzo 2020 sul Curtis’s Botanical Magazine, volume 36, numero 1. Nel testo, oltre alla descrizione accurata della specie, viene chiarito che il nome Passiflora punicea, a lungo trattato come semplice sinonimo di Passiflora vitifolia, appartiene in realtà a una specie distinta, questa.
La specie è originaria del Perù, come indicato nella descrizione storica e confermato anche nelle più recenti pubblicazioni. Al momento le informazioni sulla sua distribuzione in natura restano limitate e non sono disponibili dati dettagliati sull’habitat specifico.
Non solo, ma Vanderplank classificò questa specie all’interno del Sottogenere Coccinea, dando quindi una nuova collocazione tassonomica rispetto a quanto ipotizzato in precedenza per il gruppo delle Distephana. In questo articolo pubblicò anche le chiavi per distinguere le specie ascritte ai due Sottogeneri simili.
Appartiene a un gruppo di piante che predilige senza esitazioni il rosso scarlatto come colore dominante dei fiori. La corolla è rossa e lo è anche la corona, formata da filamenti corti ed eretti che assumono una tonalità lievemente più scura. Non compare alcun altro colore: un rosso assoluto, intenso e immediato.
Il fiore raggiunge un diametro di circa dieci centimetri, con petali e sepali di un bel rosso scarlatto. Il portamento della pianta è vigoroso, con tralci che in natura possono arrivare fino a quindici metri di lunghezza. Anche la forma delle foglie richiama quella della Passiflora vitifolia: trilobate in modo netto, con lobi marcati e seni profondi. L’affinità tra le due specie risulta evidente a un primo sguardo. I frutti sono altrettanto ornamentali, decorati da sei bande verticali di punteggiature bianche che risaltano sul verde della superficie. È un dettaglio che li avvicina ancora una volta ai frutti della Passiflora vitifolia.
In coltivazione si dimostra una specie generosa e affidabile. Fiorisce facilmente quando ha raggiunto un buon sviluppo e dispone di un vaso capiente, almeno venticinque o trenta centimetri di diametro, con un terriccio ben drenato e una concimazione equilibrata. Apprezza un ambiente luminoso e un buon grado di umidità atmosferica, condizioni che contribuiscono a una vegetazione sana e a una fioritura abbondante. La moltiplicazione per talea è facile.