Passiflora tarapotina | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora tarapotina | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: tacsonioides


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Perù settentrionale.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 8 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 10 °C


ETIMOLOGIA: Denominazione di origine geografica: Tarapoto è una località del Perù dove questa specie vive.


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

La Passiflora tarapotina è una specie originaria del nord del Perù, dove cresce come liana sottile e flessibile nelle zone di foresta umida e lungo i margini delle radure. Il nome richiama la città di Tarapoto, da cui proviene l’esemplare raccolto e descritto per la prima volta da Harms all’inizio del Novecento.

Il peduncolo è sorprendentemente lungo e può superare i quindici centimetri, così come il calice, che si sviluppa in proporzione notevole rispetto alle dimensioni del fiore. Questa particolarità morfologica è piuttosto anomala rispetto alla lunghezza media riscontrata nelle specie ascritte alla Supersezione Stipulata. Proprio per questo la specie viene collocata nella piccola Sezione Tacsonioides, poiché richiama in modo evidente le caratteristiche tipiche della Supersezione Tacsonia. Vi si avvicina per la forma allungata e tubolare del calice e per la disposizione interna delle strutture fiorali. I fiori, come avviene nelle tacsonie, sono regolarmente visitati dai colibrì, che ne assicurano l’impollinazione. Ha affinità con la Passiflora reflexiflora.

Il fiore della Passiflora tarapotina, pendulo, si distingue per eleganza e proporzioni. La corolla, di un rosa vivo e uniforme, si apre dal lungo calice tubolare. Al centro emerge e sporge l’androginoforo. I petali e i sepali, sottili e acuminati, si ripiegano leggermente verso l’esterno, contribuendo alla linea armoniosa del fiore. Al centro risalta la corona, formata da filamenti corti e fitti, di colore porpora scuro, disposti in un anello regolare che incornicia l’ingresso del tubo calicino. È un fiore equilibrato, proporzionato e armonioso, che combina il colore vivace rosa intenso con la precisione geometrica delle forme.

Le foglie sono trilobate e proporzionate in lunghezza e altezza. Il frutto è subgloboso e giallo a maturazione, con un diametro di circa quattro centimetri.

La Passiflora tarapotina predilige un clima caldo e umido e, da noi, nelle zone climatiche USDA inferiori a 9A, cresce bene all’aperto dalla primavera all’inizio dell’autunno, quando le temperature sono miti e stabili. Durante l’inverno è consigliabile mantenerla in ambienti protetti o in serra temperata, dove continua a vegetare se la temperatura resta sopra gli otto gradi e il terreno rimane asciutto. In coltivazione si adatta a terreni sciolti e ben drenanti e non tollera il freddo prolungato. Può essere sperimentata all’aperto tutto l’anno nelle zone climatiche più miti.

È una specie di grande armonia, con fiori intensamente colorati, dalle linee precise e proporzionate, senza l’aspetto sgargiante di specie come la Passiflora vitifolia. Grazie alla facilità di coltivazione e alla generosità della fioritura, non dovrebbe mancare neppure nelle collezioni più modeste.

Questa specie è stata ibridata con la Passiflora caerulea dal vivaista tedesco Martin Drews, che ha chiamato l’ibrido Passiflora ‘Pretty Tina’. Si tratta di un incrocio raro e difficile da ottenere, poiché questa specie non accetta facilmente polline eterologo.

La moltiplicazione per talea è semplice e rapida.

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