SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: granadillastrum
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
Colombia
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 10 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C
ETIMOLOGIA: Dal prefisso latino tri- tre e da súlcus solco: con tre solchi, riferito alle foglie trilobate.
NOTE: Cromosomi: 2n=18.
DESCRIZIONE:
Questa specie vive in Colombia in regioni della Cordigliere centrale e meridionale. Il Killip la pone in particolare nel dipartimento della Cauca.
La Passiflora trisulca è giunta recentemente in Europa e presente tutt’ora nella mia collezione. Ha fiorito più volte.
Il fiore della Passiflora trisulca si distingue per la sua eleganza essenziale e per il netto contrasto tra la corolla bianca e la corona di un violetto profondo. I sepali e i petali, simili per forma e colore, sono stretti, lanceolati e leggermente ricurvi verso l’esterno. Entrambi presentano un bianco puro, talvolta velato da una lieve sfumatura verdognola verso la base.
La corona, fitta e armoniosa, è formata da più serie di filamenti sottili disposti con regolarità attorno al centro. Nella metà inferiore i filamenti mostrano bande alterne di violetto scuro e bianco, ben evidenti e disposte con ordine; oltre la metà si prolungano in un porpora uniforme e intenso fino all’estremità. Questa gradazione, unita alla precisione dell’alternanza, conferisce al fiore profondità e ne sottolinea la simmetria.
In passato la specie era stata diffusa in Europa con il nome errato di Passiflora lehmanni. Si differenzia tuttavia per alcuni caratteri, tra cui la colorazione della corona, viola alla base e bianca verso gli apici. L’errore fu segnalato e corretto dal tassonomista John MacDougal, che ne chiarì definitivamente l’identità.
I fiori, di circa 6 centimetri di diametro, risultano proporzionati al portamento della pianta, che si presenta con fusti sottili e internodi regolari. Le foglie, trilobate, di un verde intenso e lucido, si dispongono in modo ordinato lungo i tralci, conferendo all’insieme un aspetto pulito e armonico.
È una specie tipicamente tropicale che si adatta bene alla coltivazione in vaso di circa 25 centimetri di diametro, da collocare in posizione luminosa ma non esposta al sole diretto. Ama gli ambienti ombreggiati e freschi e, come tutte le specie di origine andina, soffre temperature elevate. Oltre i 30 °C tende a rallentare la crescita e a perdere parte del fogliame.
Durante l’inverno richiede una temperatura minima di circa 10 °C. Brevi abbassamenti sotto questo valore non provocano danni permanenti, ma è consigliabile ridurre le annaffiature e sospendere le concimazioni. In queste condizioni la pianta entra in un leggero riposo vegetativo, utile a preservarne l’equilibrio e a favorire una nuova fioritura nella stagione successiva.
Moltiplicarla per talea è facile e rapida.