Passiflora watsoniana | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora watsoniana | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: kermesinae
SERIE:


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Brasile centrale e meridionale.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 8 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C


ETIMOLOGIA: Dedicata al botanico inglese Willian Watson (1858 - 1925).
Ha operato come giardiniere a Kew Garden.


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

 La Passiflora watsoniana è originaria del Brasile orientale, dove cresce spontaneamente ai margini delle foreste e nelle aree di vegetazione secondaria del bioma atlantico. Predilige le zone calde e umide, con estati piovose e inverni miti, ma riesce ad adattarsi anche a condizioni meno costanti, purché non troppo aride.

È stata una delle prime passiflore della mia collezione, e le mie prime fotografie risalgono al 2004. Ricordo che allora i fiori mi avevano colpito per la loro corona vaporosa, un insieme di filamenti disposti come in un soffice piumino. I filamenti più esterni, lunghi e addossati alla corolla, si susseguono in modo continuo con altri sempre più brevi e sottili, fino a terminare contro l’androginoforo.

I fiori della Passiflora watsoniana sono tra i più eleganti del gruppo delle Kermesinae. A differenza della maggior parte delle specie appartenenti a questa sezione, non presenta la tipica colorazione rossa o rosa intenso, ma predilige le tonalità violette. La struttura è slanciata, con una corolla ampia formata da sepali e petali retroflessi di colore bianco, a volte leggermente verdastri alla base. La corona, ricchissima di filamenti, si apre in un insieme ordinato e leggero. I filamenti più esterni sono sottili e lunghi, di colore viola intenso con bande bianche e violette alternate, mentre quelli interni, progressivamente più corti, assumono sfumature bruno-violacee e terminano in piccoli apici bianchi. L’effetto complessivo è di grande armonia, con una gradazione continua di colore che guida lo sguardo verso il centro del fiore.

Il fiore non è molto grande, con un diametro di circa 7 o 8 cm, ma è una specie generosa e costante nella fioritura. La pianta è leggera nel portamento, con fusti sottili e flessibili che si ramificano facilmente, e foglie piccole, spesso trilobate. La pagina inferiore della lamina fogliare è tinta di rosso porpora, tonalità che risalta quando la luce filtra attraverso la vegetazione.

La Passiflora watsoniana è di facile coltivazione in vaso e, nelle zone climatiche con inverni rigidi (USDA inferiori a 9A), conviene ricoverarla in serra o in veranda luminosa, mantenendo la temperatura intorno ai 10 °C. Durante il periodo vegetativo cresce rapidamente, ma non è mai invadente, e tende a formare un intreccio elegante di tralci sottili.

Il terriccio ideale è ben drenato, non pesante e alleggerito con materiali come pomice o perlite. Apprezza l’umidità costante ma non il ristagno, e durante l’estate risponde bene a concimazioni regolari con i fertilizzanti più ricchi di potassio che di azoto e fosforo, che favoriscono la fioritura continua.

La moltiplicazione per talea è semplice e produce pianticelle vigorose, pronte a fiorire già dalla seconda stagione vegetativa. In condizioni ottimali la Passiflora watsoniana può fiorire per molti mesi consecutivi, regalando una sequenza di corolle eleganti e leggere. Anche se non è tra le specie più appariscenti, ha una grazia discreta che la rende inconfondibile tra le passiflore del gruppo delle Kermesinae.