Passiflora insignis | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Passiflora insignis, informazioni, classificazione, temperature. etimologia della Passiflora insignis. Scopri la Collezione Italiana di Passiflora di Maurizio Vecchia.

Passiflora insignis | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: tacsonia
SEZIONE: insignes


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Bolivia.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 5 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 10 °C


SINONIMI:  P. callimorpha Harms.


ETIMOLOGIA: Dal latino insignis, notevole, vistoso, appariscente per le grandi dimensioni del fiore.


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

Mi è capitato di vedere la Passiflora insignis in fiore una sola volta. Era il 2004 e mi trovavo in Germania, al raduno di appassionati organizzato nel vivaio di Torsten Ulmer, coautore di un testo importante dedicato al Genere Passiflora. Il viaggio era stato piuttosto lungo, fatto con la mia automobile e in compagnia di alcuni amici. Al ritorno ci eravamo concessi una deviazione verso Schaffhausen, al confine tra Germania e Svizzera, per visitare il vivaio di Franz Dülli. Fu lì che la notai. In un grande vaso, sotto un ampio berceau, si arrampicava un esemplare di questa specie, fiorito e intrecciato ad altre passiflore coltivate nello stesso spazio. Avevo notato le grandi foglie trilobate, i fusti e l’insieme delle parti vegetative coperti da un tomento fitto, una caratteristica evidente già a distanza.

Negli anni ho provato più volte a coltivarla senza risultati soddisfacenti. Le specie attribuite alla Supersezione Tacsonia non sono mai state concilianti con me. Richiedono un’attenzione costante sia alle temperature minime sia a quelle massime e anche il terriccio deve essere preparato con cura, poiché le radici sono molto sensibili a nematodi e micosi. Sono esigenze che non perdonano leggerezze, soprattutto quando si tenta di mantenerle in un clima che assomiglia ben poco a quello delle loro montagne di origine e quando le radici incontrano entità fungine nuove a cui non hanno difese.

Nel suo areale naturale la Passiflora insignis vive nelle foreste tropicali umide della Bolivia settentrionale, lungo il versante orientale della Cordigliera, in particolare nella regione del Madidi, tra i dipartimenti di La Paz e Beni, dove il bioma è quello delle foreste pluviali montane a clima caldo umido, con piogge ben distribuite durante l’anno, suoli ricchi di sostanza organica e altitudini che si collocano all’incirca tra 1300 e 3000 metri.

Il fiore della Passiflora insignis è tra i più grandi del Supersezione Tacsonia e può raggiungere i 17 centimetri di diametro, misura che spiega bene l’origine del nome. È un fiore pendulo e ampio, con una corolla formata da sepali e petali lunghi disposti a raggiera, leggermente e irregolarmente retroflessi. Il colore è un rosa intenso e uniforme, che risalta soprattutto quando il fiore si apre completamente.

Il calice misura circa 4 centimetri ed è più corto rispetto a quello di altre specie affini. Presenta un tubo allungato, costolature ben segnate e una superficie tomentosa che rimane visibile alla base della corolla anche quando il fiore è del tutto aperto.

La corona è ridotta e formata da una sola serie di filamenti corti e scuri, raccolti alla base della corolla. Il contrasto tra il loro colore violaceo e il rosa brillante dei sepali e dei petali dà al fiore un carattere netto e immediatamente riconoscibile all’interno del gruppo delle tacsonie.

Nel complesso il fiore appare luminoso e definito nei suoi contrasti, un equilibrio tra il rosa saturo della corolla e il viola scuro della corona, con il portamento pendulo che contribuisce al profilo caratteristico della specie.

L’impollinazione della Passiflora insignis rientra nelle dinamiche tipiche delle tacsonie andine, un gruppo che ha sviluppato un rapporto molto stretto con i colibrì. La forma generale del fiore lo suggerisce chiaramente: un perianzio ampio e pendulo, che consente l’ingresso frontale di un piccolo uccello in volo stazionario. I colori rientrano anch’essi nello schema classico, con un rosa acceso privo di marcature guida visibili agli insetti e una corona ridotta che lascia libero l’accesso al nettare.

La posizione del fiore, sempre pendula, è un altro indizio importante. Nelle tacsonie questo orientamento è quasi sempre associato all’impollinazione ornitofila: il colibrì può avvicinarsi senza ostacoli, infilare il becco nella gola del fiore e raggiungere la base dell’androginoforo, dove si concentra il nettare. Nel movimento, il capo e la parte frontale del becco sfiorano inevitabilmente antere e stigmi, trasferendo il polline da un fiore all’altro.

Per queste ragioni la Passiflora insignis rimane una presenza rara nelle collezioni, una specie esigente che richiede condizioni molto vicine a quelle del suo ambiente d’origine, in particolare estati fresche. Chi decide di coltivarla deve accettare tempi lenti e qualche insuccesso, ma anche la soddisfazione di vedere un fiore che richiama in modo limpido l’impostazione delle tacsonie montane, con la sua corolla ampia, il portamento pendulo e i contrasti tra rosa e viola.