Passiflora lobata | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora lobata | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: decaloba
SUPERSEZIONE: bryonioides


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

Costa Rica da 200 a 1.600 m.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 10 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C


ETIMOLOGIA:

Dal greco λοβός lobós lobo: per la presenza di lobi delle foglie.


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

 La Passiflora lobata è una specie centroamericana che unisce eleganza e curiosità botanica. Cresce come una liana sottile e ordinata, con foglie trilobate e fiori bianco-verdastri attraversati da lievi sfumature rosate nei filamenti. È poco coltivata, ma meriterebbe maggiore attenzione: il suo fiore, oltre a essere delicato e proporzionato, presenta alcune particolarità rare nel genere, come la disposizione dorsiventrale (asimmetrica) delle parti interne e un gineceo formato da quattro carpelli invece dei consueti tre.

Ciò significa che le cinque antere che portano il polline non sono disposte in modo simmetrico, come inscritte in un cerchio, ma rivolte tutte dallo stesso lato, come avviene in alcune specie impollinate dai pipistrelli, ad esempio nella Passiflora mucronata e nella Passiflora trisecta. Inoltre, l’ovario, e quindi il futuro frutto, non è diviso in tre cavità come nella maggior parte delle passiflore, ma in quattro, in modo analogo a quanto accade nella Passiflora tetrandra della Nuova Zelanda. Per questa ragione il fiore reca quattro stigmi invece di tre.

A differenza di altre specie con morfologia simile, che vengono impollinate dai pipistrelli, la Passiflora lobata è visitata da grandi vespe del genere Epicharis. Questi insetti, nel raccogliere il polline e nutrirsi del nettare, sfiorano gli organi riproduttivi del fiore e ne assicurano l’impollinazione.

Fino al 1967 questa specie non era iscritta al genere Passiflora, ma al genere Tetrastylis, con il nome Tetrastylis lobata. Lo stesso Killip l’aveva collocata nella famiglia delle Passifloraceae, pur considerandola appartenente a un genere distinto. Fu nel 1967 che John Hutchinson ne revisionò la denominazione, e in seguito John MacDougal la inserì nella supersezione Bryonioides del sottogenere Decaloba.

La Passiflora lobata è presente in America Centrale e cresce spontanea soprattutto in Costa Rica, a quote comprese tra circa 200 e 1 600 metri di altitudine. Negli habitat naturali predilige le foreste umide di bassa e media altitudine, dove l’umidità è elevata e il clima relativamente stabile.

Una caratteristica interessante del fiore, formato da sepali acuti di colore verde chiaro e da piccoli petali bianchi quasi atrofizzati, è la sua corona. I filamenti, bianchi nella parte centrale, si colorano rapidamente di rosa a partire dalla metà, fino a raggiungere gli apici più intensamente tinti. L’insieme crea un effetto delicato e luminoso, che valorizza la semplicità della corolla.

Si tratta di una specie non autofertile, che necessita del polline di un altro esemplare per formare i frutti. Questi sono particolarmente insoliti per il genere: allungati e affusolati, possono raggiungere i 18 centimetri di lunghezza con un diametro massimo di circa 6 centimetri. La forma slanciata e la superficie liscia li rendono immediatamente riconoscibili tra le passiflore a frutto allungato.

La Passiflora lobata si adatta bene alla coltivazione in vaso, purché le vengano garantiti calore, luce abbondante e terreno ben drenato. Durante la stagione calda cresce con regolarità e produce numerosi fiori, mentre in inverno va mantenuta in ambiente riparato, con temperatura minima non inferiore ai 12 °C. Tollera brevi abbassamenti fino a circa 10 °C, ma al di sotto di questa soglia può subire danni ai fusti più giovani. In estate trae beneficio da annaffiature regolari e da un’umidità atmosferica moderata, che favorisce lo sviluppo dei boccioli e ne prolunga la fioritura.

In serra calda o in veranda luminosa mantiene spesso un’attività vegetativa continua, con una crescita lenta ma costante anche durante i mesi invernali. È davvero una specie insolita, con caratteristiche morfologiche uniche o rarissime all’interno del Genere.